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  <channel>
    <title>avv. Giorgia Persoglia</title>
    <link>https://www.studiolegalepersoglia.com</link>
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    <item>
      <title>Assegnazione dell'abitazione familiare al coniuge disabile, anche in assenza di figli minori.</title>
      <link>http://www.studiolegalepersoglia.com/assegnazione-dell-abitazione-familiare-al-coniuge-disabile-anche-in-assenza-di-figli-minori</link>
      <description>Secondo la legge, in linea di principio,  l’abitazione coniugale viene solitamente assegnata al  genitore collocatario, ovverosia a quello con cui la prole minorenne (o maggiorenne ma non economicamente autosufficiente) continua a risiedere in via prevalente.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Secondo la legge, in linea di principio, l’abitazione coniugale viene solitamente assegnata al genitore collocatario, ovverosia a quello con cui la prole minorenne (o maggiorenne ma non economicamente autosufficiente) continua a risiedere in via prevalente.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Quando, invece, non vi sono figli, l'abitazione dev'essere lasciata al proprietario, con il conseguente obbligo dell'altro di abbandonarla; viceversa, qualora la casa sia in comproprietà tra le parti, non sussistendo alcun criterio per privilegiare l'uno o l'altro, il giudice - salvo diverso accordo - può anche ordinare la divisione giudiziale dell'immobile.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Nel caso in cui, però, il marito o la moglie siano affetti da disabilità, cosa succede?
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il caso in esame risponde proprio a quest'ultima domanda: trattavasi, invero, della separazione di una coppia, con un figlio maggiorenne ed economicamente autosufficiente, ove il marito, assistito dalla sottoscritta, era affetto da invalidità (grave cecità).
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Il Tribunale di Gorizia, sulla scia di quanto statuito dalla Corte d'Appello di Vevenzia con sent. n. 25/2013, ha infatti avvallato le condizioni congiunte che i coniugi, dopo lunghe trattative, concordavano: l'abitazione familiare - di proprietà della moglie - è stata assegnata al marito, e ciò al fine di tutelare l’interesse concreto e attuale del coniuge invalido di non vedere totalmente stravolta la propria esistenza.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           La sentenza quindi è degna di nota in quanto il Tribunale, in deroga ai principi generali, ha considerato il diritto alla salute del marito alla stregua di quello che, in presenza di figli minori, consente a quest'ultimi di rimanere all'interno della casa familiare con il genitore collocatario: il trasferimento presso altra e diversa abitazione, infatti, avrebbe comportato grossi problemi di gestione, anche e soprattutto circa la difficoltà derivante dal mero addattamento alla nuova sistemazione.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/8a474c66/dms3rep/multi/assegnazione+abitazione.jpg" length="228018" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 08 May 2025 13:31:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">assegnazione abitazione coniuge</g-custom:tags>
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        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Affidamento condiviso e collocamento paritario dei figli nell'ottica della valutazione del loro concreto interesse.</title>
      <link>http://www.studiolegalepersoglia.com/affidamento-condiviso-e-collocamento-paritario-dei-figli-nell-ottica-della-valutazione-del-loro-conc</link>
      <description>Il collocamento paritetico (anche conosciuto come paritario) è quel tipo di affidamento che prevede  tempi di frequentazione dei genitori con il minore perfettamente uguali, costanti e, quindi, paritari.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il collocamento paritetico (anche conosciuto come paritario) è quel tipo di affidamento che prevede tempi di frequentazione dei genitori con il minore perfettamente uguali, costanti e, quindi, paritari.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Così assicurando il diritto del bambino a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo,
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          anche in termini di tempo
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           , con ciascuno dei genitori: in altre parole,cioè, così facendo, il minore potrà trascorrere un periodo di pari permanenza presso la casa della madre e del padre, consistente, il più delle volte, nello schema delle settimane alternate.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Occorre però segnalare che il collocamento paritario, anche se praticato, non viene applicato dai Tribunali in modo automatico ma, anzi, viene diversamente regolato sulla base delle dinamiche familiari che caratterizzano il caso concreto
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           (ad esempio, tenendo in debita considerazione gli impegni di lavoro e/o personali dei genitori, oppure la vicinanza o meno delle loro abitazioni).
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Ciò che infatti guida i Tribunali ad applicare un simile regime deve in ogni caso corrispondere all’interesse del figlio, nonché al suo loro diritto di crescere in un ambiente quanto più sereno possibile nonostante la fine dell’unione sentimentale dei genitori (c.d. best interest of the child).
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si evidenzia, sotto l'aspetto economico, che detto regime paritario comporta l'applicazione del c.d. mantenimento diretto, così obbligando ciascun genitore a provvedere alle spese ordinarie del minore nel periodo di rispettiva spettanza. In questo modo, perciò, nessuno dei genitori sarà tenuto, durante tale periodo, al versamento del mantenimento (per il minore) in favore dell’altro.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Sul punto, si segnala la risoluzione di un nuovo caso innanzi al Tribunale di Trieste che, seppure partito in forma giudiziale, si è concluso in forma consensuale.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Lo studio infatti è riuscito ad ottenere, per il padre, il riconoscimento di un affidamento condiviso con collocamento paritario del minore, di tenera età, con una divisione paritetica del tempo secondo lo schema 4 giorni settimanali con l'uno/3 giorni settimanali con l'altro, salva l'alternanza nella settimana successiva. In tale ipotesi, invero, il collocamento paritario corrispondeva perfettamente all'interesse del figlio, stante la vicinanza abitativa dei genitori e, soprattutto, la flessibilità oraria degli impegni lavorativi del padre, che gli permettevano un'organizzazione tale da assicurare una presenza assidua.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Sotto il profilo economico inoltre, nel pieno rispetto dei principi regolanti il collocamento paritario, è stato concordato un mantenimento diretto, senza quindi la previsione di un assegno a carico del padre, e ciò nonostante l'iniziale richiesta della madre in tal senso.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Mon, 20 Jan 2025 19:01:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">affidamento condiviso minori</g-custom:tags>
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      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>PAS o sindrome da c.d. alienazione parentale: risolto un nuovo delicato caso.</title>
      <link>http://www.studiolegalepersoglia.com/risolto-un-delicato-caso-di-alienazione-parentale-pas-innanzi-al-tribunale-di-belluno</link>
      <description>Il caso riguardava una madre che, per il solo fatto di aver trovato un nuovo compagno dopo la fine della relazione sentimentale con il marito, si vedeva tagliata fuori dalla vita del figlio, completamente soggiogato dal padre, con cui era rimasto a vivere.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il caso riguardava una madre che, per il solo fatto di aver trovato un nuovo compagno dopo la fine della relazione sentimentale con il marito, si vedeva tagliata fuori dalla vita del figlio, completamente soggiogato dal padre, con cui era rimasto a vivere.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Ed infatti, intrapresa la via giudiziale, la gravità della situazione veniva subito evidenziata al Tribunale competente, a cui veniva segnalata l'esistenza di tutti i campanelli d'allarme tipici della sindrome di alienazione parentale, ovverosia:
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           -la campagna di denigrazione nella quale il minore mima i messaggi di disprezzo del genitore “alienante” verso quello “alienato”;
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          -la razionalizzazione debole, con cui il minore spiega con motivazioni illogiche o superficiali le ragioni del suo disagio nel rapporto con il genitore alienato;
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           -la mancanza di ambivalenza: il genitore rifiutato è descritto dal minore come completamente negativo, l’altro è visto come completamente positivoIl;
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           -il fenomeno del pensatore indipendente, in cui il minore afferma di aver elaborato da solo la denigrazione nei confronti del genitore alienato;
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          -l’appoggio totale al genitore alienante, con posizioni del minore sempre a favore di quest’ultimo;
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           -l’assenza di senso di colpa relativamente a tutte le espressioni di disprezzo nei confronti del genitore alienato, che sono dallo stesso considerate giustificate e meritate;
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           -gli scenari presi a prestito, l’uso di frasi, parole, espressioni o la citazione di situazioni normalmente non patrimonio di un minore di quell’età per descrivere le colpe del genitore escluso;
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          -l’estensione delle ostilità alla famiglia allargata del genitore rifiutato che coinvolge, nell’alienazione, la famiglia e le nuove relazioni affettive (una compagna o un compagno).
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           In seguito ad un'articolata fase istruttoria, che vedeva anche il coinvolgimento dei Servizi Sociali competenti incaricati di monitorare il nucleo familiare e di indagare le ragioni dei comportamenti del minore,
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          il caso si concludeva con la pronuncia dell'affido condiviso del figlio, nonché con il riconoscimento per la madre di un idoneo diritto di visita, modulato in modo tale da superare - seppure con un iniziale affiancamento degli specialisti - la sofferenza ingenerata nel minore dalla separazione dei genitori!
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/8a474c66/dms3rep/multi/alienazione+parentale.jpg" length="334190" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Thu, 16 Jan 2025 17:11:00 GMT</pubDate>
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      <g-custom:tags type="string">alienazione parentale</g-custom:tags>
      <media:content medium="image" url="https://irp.cdn-website.com/8a474c66/dms3rep/multi/alienazione+parentale.jpg">
        <media:description>thumbnail</media:description>
      </media:content>
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        <media:description>main image</media:description>
      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Protocollo distrettuale FVG - procedimenti in materia di diritto di famiglia</title>
      <link>http://www.studiolegalepersoglia.com/protocollo-distrettuale-fvg-procedimenti-in-materia-di-diritto-di-famiglia</link>
      <description>Si pubblica il recentissimo protocollo distrettuale del Friuli Venezia Giulia, sottoscritto il 24.10.2024 dai Presidenti dei Tribunali di Trieste...</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si pubblica il recentissimo protocollo distrettuale del Friuli Venezia Giulia, sottoscritto il 24.10.2024 dai Presidenti dei Tribunali di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, dai Presidenti degli Ordini forensi dei Tribunali di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, dal Presidente dell’Ordine degli Psicologi FVG, dai Presidenti delle Associazioni forensi specialistiche del territorio e da O.n.d.i.f e A.i.a.f.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;br/&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           I lavori, iniziati nel mese di settembre 2023, sono nati dalla necessità di adottare, all'interno del distretto, prassi e regole comuni da applicare al nuovo rito unico introdotto con la riforma Cartabia, nonché a quello speciale previsto per i procedimenti ove, da una delle due parti, vengano allegate condotte di violenza di genere e domestica.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Il protocollo, quindi, è stato il frutto dello studio svolto di concerto da quattro gruppi di lavoro, che hanno trattato le principali tematiche introdotte dalla riforma, ovverosia:
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          il rito unificato, l'ascolto del minore, la consulenza tecncica, le deleghe ai servizi sociali ed i procedimenti con allegazione di violenza
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           . In tale contesto, si segnala come di fondamentale importanza anche l'apporto e l'interlocuzione con l'Ordine degli psicologi del FVG, soprattutto in tema di consulenze tecniche d'ufficio.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
      <enclosure url="https://irp.cdn-website.com/8a474c66/dms3rep/multi/protocollo.jpg" length="98397" type="image/jpeg" />
      <pubDate>Tue, 12 Nov 2024 10:38:00 GMT</pubDate>
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      </media:content>
    </item>
    <item>
      <title>Si pubblica articolo de "Il Piccolo" di Trieste, relativo ad un caso seguito dalla sottoscritta e dalla collega avv. Ilaria Savarese.</title>
      <link>http://www.studiolegalepersoglia.com/si-pubblica-articolo-de-il-piccolo-di-trieste-relativo-ad-un-caso-seguito-dalla-sottoscritta-e-da</link>
      <description>Si pubblica articolo de "Il Piccolo" di Trieste, relativo ad un caso seguito dalla sottoscritta e dalla collega avv. Ilaria Savarese.</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          Si pubblica articolo de "Il Piccolo" di Trieste, relativo ad un caso seguito dalla sottoscritta e dalla collega avv. Ilaria Savarese.
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;br/&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;&#xD;
&lt;div&gt;&#xD;
  &lt;img src="https://irp.cdn-website.com/8a474c66/dms3rep/multi/articolo+piccolo+trieste.jpg" alt=""/&gt;&#xD;
&lt;/div&gt;</content:encoded>
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      <pubDate>Tue, 30 Jul 2024 08:22:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Colosso dei supermercati condannato al risarcimento dei danni per violazione del diritto alla privacy di un dipendente.</title>
      <link>http://www.studiolegalepersoglia.com/colosso-dei-supermercati-condannato-al-risarcimento-dei-danni-per-violazione-del-diritto-alla-privac</link>
      <description>Di recente emissione la sentenza del Tribunale di Gorizia con la quale è stato condannato, per la violazione del diritto alla privacy di un dipendente...</description>
      <content:encoded>&lt;div data-rss-type="text"&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;strong&gt;&#xD;
      
          Di recente emissione la sentenza del Tribunale di Gorizia con la quale è stato condannato, per la violazione del diritto alla privacy di un dipendente, uno dei più grandi attori sul mercato italiano della grande distribuzione organizzata.
         &#xD;
    &lt;/strong&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Più nel dettaglio, la violazione era consistita in un accesso illegittimo - per mano di altro dipendente - all'impianto di videosorveglianza del punto vendita in questione, dallo stesso effettuato per visionare immagini che riguardavano l'assistito della sottoscritta.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Situazione, questa, che veniva ancor più aggravata dal fatto che detto dipendente, una volta entrato all'interno del circuito, filmava con il proprio telefono cellulare dette immagini sensibili, senza naturalmente aver prima ottenuto dal titolare del trattamento il preventivo consenso, nonché in spregio dei c.d. "casi eccezionali" previsti dall'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro all'installazione dei sistemi di videosorveglianza. Il tutto condito, poi, dal fatto che dette immagini, per quanto a conoscenza del soggetto leso, venivano altresì fatte circolare sia tra gli altri dipendenti, sia tra i superiori gerarchici.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          In forza di dette motivazioni, veniva quindi ottenuto il relativo risarcimento del danno da parte del titolare del trattamento (
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      
          in questo caso anche datore di lavoro
         &#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           ) che, non avendo correttamente vigilato sull'operato del dipendente e non avendo denunciato il data-breach, veniva così obbligato al pagamento della somma equitativamente determinata dal Giudice adito per l'offesa riportata dall'assistito della sottoscritta.
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
  &lt;p&gt;&#xD;
    &lt;span&gt;&#xD;
      &lt;span&gt;&#xD;
        
           Una lunga vicenda, risalente addirittura al settembre del 2022, che dopo l'esperimento di diverse trattative stragiudiziali, ha trovato finalmente la sua giusta risoluzione!
          &#xD;
      &lt;/span&gt;&#xD;
    &lt;/span&gt;&#xD;
  &lt;/p&gt;&#xD;
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      <pubDate>Mon, 22 Jul 2024 09:05:00 GMT</pubDate>
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